Il Libro della Settimana

Psicologia del male di Piero Bocchiaro

Psicologia del male (Universale Laterza Vol. 896) eBook: Bocchiaro ...

La malvagità non è appannaggio esclusivo di individui deviati o pazzi; chiunque può infierire contro un altro essere umano, perché questi erano gli ordini o semplicemente perché ne ha avuto l’occasione.

La tradizionale (e semplicistica) dicotomia tra Bene e Male è sicuramente più comoda, poiché permette un orientamento facile negli intrecci della morale e una identificazione immediata dei cattivi: “loro” sono i responsabili di crimini e violenze, i personaggi da tenere a distanza; “noi”, incorruttibili, abitiamo dalle parti della moralità.

Le evidenze della psicologia sociale raccontano però un’altra storia, basata su dati, numeri, evidenze sperimentali che rendono lo scarto tra “loro-cattivi” e “noi-buoni” sempre più sottile, fino ad annullarlo del tutto.

Non esistono individui totalmente virtuosi, altruisti, sensibili e altri interamente disonesti, egoisti, distaccati.

In quanto esseri umani siamo un po’ tutto questo, anche se la ripetitività della vita ci impedisce di prenderne atto: osserviamo noi stessi e gli altri nei soliti contesti, lasciamo che siano i ruoli sociali ad interagire; l’esito comportamentale non può che essere prevedibile e coerente alle aspettative.

Diventa invece impossibile pronosticare ciò che sarà di noi e degli altri quando le dinamiche situazionali si rimescolano in modo da creare condizioni nuove e impreviste

Un commento

  1. Molto interessante! Leggevo in “Platone è meglio del Prozac”, che comunque la semplicistica dicotomia tra bene e male, ci è utile per costruire la propria morale. Tu cosa ne pensi in riferimento a questo pezzo “La malvagità non è appannaggio esclusivo di individui deviati o pazzi; chiunque può infierire contro un altro essere umano, perché questi erano gli ordini o semplicemente perché ne ha avuto l’occasione.”

    Cosa influisce allora sulla scelta del bene e del male?
    Perché alcuni individui provano ad avvicinarsi ad uno piuttosto che all’altro?
    Un mix di cultura e personalità?

    Ti spiego cosa vorrei intendere. Sto trovando nella filosofia la risposta a molte cose, finalmente! Penso bisognerebbe cambiare l’approccio di studio per farla apprezzare a tutti (essendo fulcro vitale delle nostre vite da adulti), ma ritengo a volte sia piena di contraddizioni (come l’uomo poi) e quindi di complessa interpretazione.

    Scusa non vuole essere un terzo grado, ma l’argomento mi interessa molto.
    Ti ringrazio del tempo!

    "Mi piace"

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