Telegram: l’Incubo per Molte Femmine

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Non è purtroppo una novità che su Telegram avvenga da anni il più odiosodegli scambi e dei commerci: quello del revenge porn, della pedopornografia, dello stupro di gruppo virtuale e dell’organizzazione di azioni di stalking.

Il materiale scambiato o venduto sono immagini, video, dati sensibili (cioè nomi, indirizzi, numeri telefonici, dettagli sulla professione e le abitudini private, profili sui social network), informazioni in possesso degli utenti perché eredità di una vecchia storia oppure sottratte in diversi modi, pescate dai social e usate come ricatto od ottenute nei casi più inquietanti dagli stessi genitori che fanno circolare le foto dei figli.

La legge italiana contro il fenomeno prevede la reclusione fino a 6 anni e multe fino a 15 mila euro, ma non sembra funzionare: “Il gruppo nasce, raggiunge il picco di utenti e viene infine cancellato da Telegram perché ‘utilizzato per diffondere contenuti pornografici” e un messaggio fissato nella parte superiore della chat reindirizza a un ‘gruppo di riserva’ ovvero quello da ripopolare in caso di cancellazione”.

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C’è chi pone delle domande su come praticare violenza verso i propri figli e chi chiede archivi passati di migliaia di vittime di revenge porn catalogate per provenienza

Oltre a conseguenze personali e psicologiche devastanti, ha prodotto ricadute sulla vita delle vittime: ci sono donne, che sono state licenziate dal proprio posto di lavoro (dopo lo stupro virtuale e l’angoscia anche l’assudità di togliere loro l’impiego) 

Sono state ricevute tante testimonianze di vittime, che vogliono semplicemente far sentire la loro voce, parlando di come il gruppo abbia rovinato le loro vite.

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Perché è una violenza virtuale, è vero, ma ha conseguenze drammaticamente reali.

In questi gruppi su Telegram inoltre si commentano foto di donne inconsapevoli, realizzando dei veri e propri stupri di gruppo, dove si inneggia alla pedofilia, al femminicidio e alla misoginia.

L’utilizzo spregiudicato, come fosse terra di nessuno e senza legge, del web e delle applicazioni di messaggistica istantanea deve finire

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